Senerchia Torna indietro

Tra le bellezze naturalistiche del territorio di Senerchia, la splendida discesa dell’Acqua del Vallone, che si scorge scendendo dal costone di montagna attraverso un viottolo che conduce a valle. Sgorgando dagli oscuri anfratti della montagna, presso la Grotta del Diavolo, l’acqua precipita a valle incalanandosi in un ruscello che attraversa il centro storico. A circa mille metri d’altezza, quasi in vetta alla montagna che incombe sul paese, si erge tra boschi secolari la Cappellina della Madonna dei Tigli, davanti alla quale si spalanca un panorama di rara bellezza. Uscendo dal paese, a circa tre chilometri in direzione sud, si incontra un’altra area di straordinaria bellezza: l’Oasi Wwf Valle della caccia, un tempo rifugio sicuro di bande di briganti che popolavano la zona alla fine del XIX secolo. In quest’area vivono, tra le specie più interessanti, il lupo, il gatto selvatico, la volpe e il cinghiale, oltre a varie specie di uccelli tra cui il raro picchio verde. All’oasi si accede attraverso un ingresso in legno presso una graziosa cascata e si costeggia il corso del ruscello. Sulla sinistra, dopo una fontana di pietra, si giunge alla Grotta del Muschio, concrezione calcarea che si apre su una parete di roccia allietata da giochi d’acqua che danno vita a singolari effetti cromatici.

Proseguendo lungo il percorso si giunge alla splendida Cascata Acquabianca, che scorre tumultuosa da una rupe sfagliata lungo una spaccatura della roccia calcarea.

Abbazia del Goleto Torna indietro

 

Si tratta di un antico monastero fondato nel XII secolo da San Guglielmo che, mentre era in cammino per la Terra Santa, scoprì l'Irpinia e la sua vocazione di eremita. Dopo aver dato vita alla comunità maschile di Montevergine ( nel 1114 ) giunse al Goleto nel 1133 dove iniziò la costruzione del monastero femminile. La struttura primitiva comprendeva la chiesa - posta al centro e con la facciata volta ad occidente- il monastero grande delle monache e quello più piccolo destinato ad ospitare i monaci, i quali avevano il compito della guida spirituale e dell'assistenza economica delle monache. Nel 1515 l' intero complesso fu abbandonato e solo pochi monaci rimasero ad abitarvi. Il lento declino del Goleto continuò fino al 1807 quando Giuseppe Bonaparte - re di Napoli - soppresse il monastero. Dal 1807 al 1973 il monastero restò abbandonato. Durante questo secolo e mezzo gran parte degli arredi e degli oggetti preziosi fu trafugato , mentre il tempo corrodeva le costruzioni. Restaurato in parte a cominciare dal 1973, il complesso del Goleto subì gravi danni dal terremoto del 1980. Furono necessari ancora decenni perché un nuovo restauro - non ancora terminato - ridesse forma alle rovine secolari.Nel corso dei secoli si sono accumulate nell' area del monastero numerose altre costruzioni, le più interessanti sono:
-Torre Febronia, costruita nel 1152 in stile romanico per scopi difensivi. Fu realizzata utilizzando materiali di scarto di precedenti costruzioni e conserva marmi ed iscrizioni di origine romana;
-La Cappella Inferiore, costruita intorno al 1200 in stile romanico.

-La Chiesa Superiore, costruita nel 1255 in stile gotico, che rappresenta il vero capolavoro dell' intero complesso abbaziale.
-La Chiesa Grande, che prende il nome dal grande architetto napoletano Domenico Antonio Vaccaro che la edificò tra il 1735 e il 1745. Oggi è priva della copertura e di altre parti importanti che sono conseguenza dei danni subiti nel tempo dai terremoti e dall' incuria dell' uomo ma, nonostante ciò, continua a conservare un fascino incredibile.

 

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Abbazia del Goleto